domenica 10 dicembre 2017

Castiglione dei Pepoli, va a funghi e trova un elmo romano - La conferma sulla Flaminia Militare

Il ritrovamento di pochi giorni addietro di parte di un Elmo di Legionario Romano, tra Baragazza e Roncobilaccio nel Comune di Castiglione dei Pepoli, da parte di un giardiniere castiglionese che andava per funghi, è la conferma delle tesi di Cesare Agostini e Franco Santi, ed anche di LEGAMBIENTE, che quei territori furono percorsi dalle Legioni di Caio Flaminio, nel periodo repubblicano, per costruire e percorrere la strada transappenninica che oggi chiamiamo Flaminia Militare, ma percorsa in seguito anche da altri Legionari di altri Consoli in periodo imperiale.
Un ritrovamento sorprendente e utilissimo per indagare nella storia nostra, nella storia emiliana e toscana.
Chiamata Militare perché serviva per collegamenti militari due città già divenute romane, Bononia e Faesulae, Bologna e Fiesole, una strada in parte lastricata con basolati e per grandi tratti ghiaiata, che partendo dalla neo fondata Bononia nel 189 a.C., passava accanto al torrente Aposa ( oggi Via Venezian, via D’Azeglio ) saliva per le creste di Sabbiuno, poi Pieve del Pino, Monte Adone, Brento, Monterumici, Monzuno, Monte Venere, borgo Le Croci, Monte Galletto, Madonna dei Fornelli, Monte dei Cucchi, Pian di Balestra, Monte Bastione, Monte Luario, Piana degli Ossi, il Passeggere, Monte poggiaccio, Poggio Castelluccio, passo della Futa, ( queste due località vicine a Baragazza e Roncobilaccio ) Monte Poggione, Monte di Fò, torrente Sieve ieri, oggi Bacino del Bilancino, Castello del Trebbio per poi arrivare a Fiesole.
Quindi i legionari romani comandati da Caio Flaminio, come racconta nel libro ottavo lo storico Tito Livio, non solo sconfissero i guerrieri Liguri di varie tribù (Friniati, Apuani, Mucelli) che scorazzavano quei territori fino a spingersi nella pianura padana. Avendoli fatti schiavi, insieme ai circa 6.000 soldati romani, per ordine del Senato Romano, costruirono la strada Flaminia Militare, mentre Marco Emilio Lepido con i suoi legionari completava la strada che da Piacenza, che ancor oggi conduce a Rimini.
Siamo convinti nel credere che quella parte di Elmo romano sia appartenuto a un legionario delle truppe Imperiali che percorrevano questa strada romana a pochi chilometri dal ritrovamento e la Dottoressa Anna Bondini della Soprintendenza di Bologna ha ragione nel dichiarare che sia datata tra il 1° e 2° secolo d.C. a conferma che la strada Flaminia Militare veniva ancora percorsa dalle Legioni romane anche dopo la sua costruzione avvenuta tre secoli prima, nel 187 a.C.

E’ singolare e sorprendente che proprio in questa estate un abitante di Monterenzio abbia ritrovato lungo il percorso della strada romana Flaminia Militare che affianca la Via degli Dei, nei pressi di Monte Adone, un sesterzio di Filippo l’Arabo, imperatore romano della prima metà del 3° secolo d.C., a ulteriore dimostrazione della frequentazione del percorso della strada militare, anche in secoli successi alla sua costruzione.

Tra l’altro è bene ricordare - per testimonianze raccolte, purtroppo solo a voce da operai locali, che negli anni 50 costruirono il Cimitero germanico della Futa - che la direzione tedesca del cantiere distrusse, non segnalando il rinvenimento, un tempio votivo romano dedicato agli dei in quell’Area. di quell’importante monumento non si è saputo più nulla, si usciva dalla 2a guerra, non c’erano tutele, non si pensava alla storia, all’archeologia, ma forse negli archivi dei Ministeri Tedeschi ci sarà rimasta una documentazione, una foto, e questa sarebbe una bella scoperta.
A questo punto suggeriamo alla Soprintendenza, alle Università di Bologna, le Facoltà di Lettere/Archeologia, al Comune di Castiglione dei Pepoli, di inoltrare un appello alla popolazione della montagna emiliana, nel caso si fosse trovato delle armi, calzari, corazze, monete, indumenti di Legionari Romani, che gli antenati hanno raccolto, di farlo sapere alle Autorità.
Mentre sarebbe importante che la Soprintendenza di Bologna potesse scavare nel castagneto dove è stato trovato l’Elmo, per verificare se sotto terra ci sono altri reperti.
Sarà utile per saperne di più della nostra storia.


giovedì 23 novembre 2017

Costituito l’OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE - Deposito di Stoccaggio Biomasse di Crespellano



COMUNICAZIONE STAMPA

Costituito l’OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE
Gruppo autonomo di esperti e cittadini
Sugli enormi disagi, forti puzze, fuochi, fumi, polveri, movimenti Tir, procurati dall’impianto-deposito di stoccaggio di biomasse di Via Bargellina a Crespellano, Comune di Valsamoggia

Crespellano - Valsamoggia,  23 novembre 2017

Il Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, operante nella provincia sud-ovest di Bologna, comunica che è stato ufficialmente costituito l'OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE sulle attività del deposito-impianto di stoccaggio di Crespellano – Valsamoggia, comune della provincia di Bologna, in collegamento con il regionale Emilia Romagna di Legambiente.

L’OSSERVATORIO si è costituito a seguito della partecipata Assemblea Pubblica, da noi indetta, tenutasi la sera Venerdì 17 novembre 2017, presso la sala del Consiglio di Municipalità di Crespellano, gentilmente concessa.
Presenti 140 persone circa, che hanno dato vita a decine di interventi,.
Durante l’Assemblea sono emersi disagi dei cittadini, degli alunni delle vicine scuole, testimonianze di pesanti sforamenti degli orari di attività dell’impianto, che hanno procurato GRAVI ANOMALIE con odori fortissimi, prolungati fuochi, enormi fumi, considerevoli polveri disperse nell’aria, depositate sulle persone e sulle case di Crespellano; oltre a ciò si è aggiunto l’inquinamento dai motori dei TIR coperti, provenienti dall’Estero contenenti biomasse, che sostano tutte le prime mattine, con motore acceso vicino alla case.

            Dall’esame effettuato dai volontari di LEGAMBEINTE sulle PRESCRIZIONI Regionali E.R. emanate nel 2016 contenenti NORME, CHE DETTANO per i gestori del deposito:

EVITARE disagio olfattivo per le persone; 

LIMITARE l’altezza dei cumuli di rifiuti e biomasse;

EVITARE durante la lavorazione delle biomasse la produzione di polveri;

d) ADOTTARE vincolanti accorgimenti per limitare i rumori previsti nella Legge quadro n. 447 26/10/95, sull’inquinamento acustico;

EVITARE la permanenza dei rifiuti in loco per un periodo massimo di 48 ore;

Si evidenzia che vi è una evidente differenza di livelli di tolleranza tra quelli PRESCRITTI dalla stessa Regione E.R., e quelli invece controllati e spiegati dalla Agenzia Regionale Prevenzione Ambientale “ARPAE” nella nota del 18 nov 2017, con il resoconto dei controlli eseguiti.

            Rileviamo che nel succitato documento da noi ricevuto da “ARPAE”, che ringraziamo, emergono molte violazioni rispetto ad una corretta gestione del deposito di Via Bargellina.
In particolare nella nota di “ARPAE” si rileva la presenza di “rifiuti etereonegici” tra i rifiuti vegatali, che possono suggerire una analisi delle sostanze volatili, per indagarne la composizione. Nella stassa nota di “ARPAE” non sono evidenziate ne vengono resi pubblici i rilevamenti doverosi delle quantità di polveri e fumi-vapori che potevano contenere ossido di carbonio e altre sostanze pericolose per la salute degli abitanti. durante il periodo di allarme compreso dal 31 ottobre al 13 novembre 2017.
            Siamo pertanto a chiedere pubblicamente, ma lo faremo anche con Accesso agli Atti, tutte le misurazioni valoriali effettuate negli ultimi ANNI, e anche nelle ultime 2 settimane di fuochi, fumi e polveri, nel deposito di Via Bargellina a Crespellano.

            Tra gli invitati istituzionali, il solo intervenuto è stato il Sindaco di Valsamoggia, che ha preferito attaccare personalmente e ingiustamente LEGAMBIENTE, difendendo il suo operato, giustificando l’attività dei gestori del deposito di biomasse, dichiarando che gli organi di controllo ambientale preposti non hanno evidenziato una situazione d’emergenza tale da giustificare la limitazione dell’attività o la sua chiusura.
Il Sindaco ha comunque informanto l’Assemblea che forse gli stessi gestori decentreanno le biomasse in altri siti. Di risposta abbiamo dichiarato che dette modifiche dovranno avvenire nel rispetto delle normative. OSSERVEREMO.

LEGAMBIENTE è una associazione ambientalista, che svolge politiche ambientali, è libera e indipendente, Il nostro interesse è unicamente rivolto alla salvaguardia della salute degli abitanti e dell’ambiente in cui viviamo.

Questo è l’obiettivo dell'OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE nato per conoscere e rendere trasparente l'attività produttiva dell'impianto-deposito industriale di biomasse, dove stanno accadendo fatti che allarmano fortemente i cittadini di Crespellano. A tal fine riaffermiamo che chiederemo l’Acceso agli Atti a Comune di Valsamoggia, ad Arpae, ad Asl, ai Vigili del fuoco, utilizzeremo nel contempo tutte le notizie, documenti, foto, video che reperiremo e ci perverranno.


giovedì 9 novembre 2017


MEROLA, prima educare, poi poi punire.
Le recenti contravvenzioni ai ciclisti mi hanno sorpreso, in un primo tempo condivise, poi le ho considerate inadeguate, cosi le scrivo un po'.
Sono Pedone, Ciclista elettrico, Passeggero-Bus, Trenista, Automobilista, quindi mi muovo per la città, la provincia e la regione, conoscendo e applico le regole della buona mobilità e vedo in generale comportamenti Corretti ma anche molto Scorretti da parte di TUTTE le categorie, generi, età.
Sindaco, le sanzioni non andrebbero rivolte solo ai ciclisti, anche se una parte di essi compiono parecchie infrazioni: passano con il rosso, vanno sotto i portici, in contromano, di notte senza luci e catarifrangenti, ecc. ma le infrazioni, sono di TUTTI gli utenti della strada, ma mi chiedo, le domando, perchè solo ai ciclisti?
– Perchè i ciclisti possono fare ciò che vogliono NON AVENDO LA TARGA?
– Perchè lei non vuole tanta libertà di circolazione per la città?
– Perchè a lei sono antipatici solo i ciclisti?
– Perchè loro non utilizzano appieno le ciclabili che ha fatto costruire?
So già che Lei risponderà che sono perché un po' sciocchi, sarà vero, eppure se leggiamo i dati sugli incidenti nella Città Metropolitana, sulle strade e sui marciapiedi, migliaia di incidenti in questi ultimi 10 anni, con migliaia di feriti e centinaia di morti, di auto-camion-furgoni contro bici, bici contro pedoni, di bus contro pedoni, bici, moto. UNA BOLGIA!
La libertà di circolare, diventa vera anarchia individuale della mobilità, non rispetto delle regole del Codice della strada, né tanto meno dell'elementare educazione e cortesia, e TUTTI si lamentano degli altri, pedoni contro ciclisti ed essi contro autisti bus e privati, moto contro automobilisti, uno contro tutti gli altri.
Lei Sindaco a Ottobre spazientito che fa? Zitto zitto inquadra un gruppo di vigili senza divisa e multa solo i ciclisti. Bravo bene!
Ma poi che risultato otterrà Lei e la Città? I bolognesi staranno meglio sulle strade e sotto i portici?
No non credo, che sia questa la modalità giusta per far rispettare le regole agli utenti a due ruote.
Ma inoltre mi ridomando e le ridomando a lei Signor Merola ? Non sarebbe stato meglio effettuare prima una bella campagna mensile si educazione stradale, impegnare vigili, ausiliari e volontari, senza verbali sanzionatori, casomai con una paletta ed opuscoli sulle regole, dialogando con gli utenti, i cittadini e rileggere a VOCE alta, le norme di comportamento giuste indicate dal Codice della strada ??
Sarebbe semplice, per un mese usare il Crescentone di Piazza Maggiore, approntare un mini percorso simulato, con strade,marciapiedi, portici ed istruire alle regole, tot i dè, piccoli, ragazzi, aduti e anziani, del buon muoversi a piedi e sulle ruote nella città.
In una fase storica di consumo e scarto, in cui la Memoria è vacua, non riconosciuta osteggiata, non si vuole ricordare NULLA, è difficile che chi inforca una moto o bici ne tanto meno un pedone, si vada a leggere le
norme per andar per strada. Invece è doveroso che le ricordi ai suoi cittadini il Sindaco.
Signor Merola, riveda queste disposizioni odiose, quasi uno sgombero dei senzatetto, faccia prima prima educazione alla viabilità, poi poi dopo per i trasgressori irriducibili le sanzioni pecuniarie.
Così la giudicheremo più tollerante, un buon padre di famiglia che prima educa con pazienza i sui figli, poi alla fine punisce, valutando ciò che è più efficace per la famiglia, della nostra città.
Ho fiducia che ci lei possa ripensare.
Claudio Corticelli
ambientalista
6 nov 2017

Caro Sindaco Massimo Bosso,
ho letto con interesse il tuo articolo “il valore del nostro volontariato per la comunità” apparso sul n. 8 di Ottobre 2017 di -Casalecchio News-.
Ho condiviso interamente gli argomenti e riconoscimenti verso il numeroso e benemerito volontariato e le organizzazioni che le promuovono a Casalecchio di Reno.
Son rimasto stupito, pur leggendolo due volte, dato che NON hai citato il volontariato ambientale e le Associazioni che da 10 anni, dieci anni, gestiscono la -Casa per l'Ambiente- al parco della Chiusa ex Talon.
Come mai?
Questa dimenticanza, questa omissione, proprio quando era stato preannunciato proprio dal Mensile comunale, per il 29 Ottobre, che le Associazioni avrebbero festeggiato, come è avvenuto, (c'erano centinaia di cittadini e con nostro piacere sei venuto tu con due assessori ad assaggiare caldarroste e vin brulè ) il decennale di gestione della Casa, compiuta in concordia e con proficue iniziative ambientali tra le Associazioni, proprio con una apposita Convenzione con il Comune di Casalecchio di Reno.
Ma pur siamo visibili nel Parco della Chiusa e nel territorio comunale, quanti corsi ambientali, di alimentazione, su animali, alberi e arbusti, quante visite, quante aperture della Casa, quante presenze dei volontari nel dialogare con i frequentatori del Parco, quanti controlli, quanti materiali distribuiti, quanti verbali per i trasgressori per fuochi o cani liberi, segnalazioni di alberi vecchi pericolosi, quanti giochi ed educazione ambientale per piccini, ragazzi e adulti, quanti Puliamo il Mondo, quante pulizie sia al Talon che in altri giardini e zone di Casalecchio in questi 10 anni.
Mi ridomando incredulo, ma perchè i volontari della Casa per l'Ambiente non sono stati citati e valorizzati, pur essendoci tanto spazio bianco sulla pagina?
So già che si dirà: è stata una dimenticanza, la tua è solo polemica puntigliosa.
NO non è polemica !
E' solo voglia di capire, perchè quando si scrive di volontariato si mettono nel dimenticatoio, o per altro, i volontari ambientalisti.
Si è vero siamo degli ambientalisti rigorosi, propositivi, molto prepositivi, collaboriamo fattivamente con continuità con il Comune, ma in questo decennale siamo stati anche critici, abbiamo fatto piccole dimostrazioni e sciopero bianco per il taglio indiscriminato di alberi per far posto a immobili che poi non sono stati edificati, abbiamo chiesto per tre anni la Consulta Ambientale, sollecitiamo da sempre la messa in sicurezza di vecchi alberi del parco, guarda caso uno è caduto due mesi fa, molto critici verso l'ampliamento del PalaDozza e della Coop per ragioni di qualità dell'aria, siamo perplessi del progetto di Bando per la gestione del Parco e delle zone agricole.
Confido che non saranno questi fatti, queste nostre critiche e non averci citato nel tuo scritto, ma vorremmo capire, dialogare, casomai contrapporci civilmente, democraticamente, ognuno con le proprie idee e ruoli diversi, ma non ignorarci, mentre la collaborazione decennale è in atto, e si protrarrà ancora per altri anni, perchè noi siamo motivati, come voi, a difendere e valorizzare il patrimonio ambientale della città di Casalecchio di Reno.
Claudio Corticelli
ambientalista
Casalecchio 6 nov 2017

giovedì 2 novembre 2017

Una bella notizia: COSEA AMBIENTE S.P.A. (il Gestore dei rifiuti nei Comuni della montagna bolognese e pistoiese) ha un nuovo Statuto e un Piano di sviluppo e consolidamento.


Valsamoggia, 27 Ottobre 2017
All’Amministratore Delegato
Mauro Sirani Fornasini, Philip Morris Manifacturing & Tecnology Bologna
Daniele Ruscigno, Sindaco del Comune di Valsamoggia
Fabio Federici, Assessore alle attività produttive, Comune di Valsamoggia
Angela Alimonti, Presidente Consiglio Municipio di Crespellano
Gentilissimo Mario Sirani Fornasini,
in riferimento al prossimo incontro nel Consiglio di Municipalità di Crespellano, promosso dalla Presidente Alimonti, per la serata di venerdì 27 ottobre ’17,facciamo seguito alle numerose proficue relazioni che abbiamo avviato con la vostra azienda, a seguito dell’apertura del vostro nuovo stabilimento a Crespellano.
Un’operazione industriale che non possiamo che salutare con favore, alla luce della valorizzazione del patrimonio tecnico industriale della nostra regione nel settore del packaging, riconosciuto dal vostro investimento economico e occupazionale sul territorio.
Abbiamo apprezzato la vostra disponibilità ad organizzare per noi di LEGAMBIENTE una visita in alcuni reparti dello stabilimento, oltre che alle risposte che avete sempre fornito in maniera puntuale ai nostri quesiti, sia nel momento preliminare che nel corso della visita.
Ciò ci ha permesso di registrare l’alto livello tecnologico e di automazione del sistema produttivo, ma anche di rilevare alcuni dubbi che vi sottoponiamo, anche alla luce della vostra trasparenza.
L’impossibilità alla visita del reparto dello stoccaggio delle materie prime che riguardano il processo di preparazione delle bobine di tabacco che, presumibilmente, prevede concia e “sluggy” acqua / tabacco, ci ha lasciato alcuni dubbi sia sulla presenza di polveri e sulle possibili azioni di miglioramento del processo produttivo.
Essendo questo reparto, dal punto di vista dei consumi energetici e di impatto ambientale quello a maggior “rischio”, vi chiediamo di poter avere maggiori dettagli sui consumi energetici dell’utenza in rapporto ai quantitativi prodotti, con un vostro documento che certifichi i consumi dei vettori energetici (energia elettrica, gas, etc.), oltre che i consumi di acqua.
Vi chiediamo se sono previsti dei controlli sulle matrici acqua ed aria, ed eventualmente con quali metodologie e frequenze.
A tutela della popolazione residente, vorremmo avere rassicurazioni relativamente all’acqua di condensa, se va in atmosfera o scaricata nella rete fognaria, che potrebbe contenere sostanze potenzialmente pericolose.
Non avendo inoltre potuto appurare se le emissioni in acqua ed aria sono sottoposte ad un controllo su eventuali sostanze nocive, ci piacerebbe avere maggiori rassicurazioni documentate, su eventuali rischi (derivanti da possibili emissioni pericolose) o anche solo disagi (derivati da odori sgradevoli) agli abitanti dei dintorni e agli stessi lavoratori. Chiediamo se questo processo è monitorato dall’ASL?
Per quanto riguarda l’uso dell’acqua vorremmo discutere con voi di come velocizzare il percorso tecnologico che porti alla minimizzazione dell’utilizzo dell’acqua potabile all’interno del vostro processo produttivo.
Chiediamo gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità riguardo alle emissioni interne ed esterne all’impianto produttivo.
Visti i grandi quantitativi di acqua utilizzati, crediamo fondamentale ricercare le migliori tecnologie disponibili sul mercato per il riciclo dell’acqua ed il contenimento del suo utilizzo, attraverso la razionalizzazione del processo produttivo che potrebbe portare, oltre a benefici ambientali, anche benefici economici per la vostra azienda.
Su questo campo siamo disponibili ad aprire un percorso congiunto per arrivare al risultato auspicato, ed a darne la corretta comunicazione mediatica.
Per quanto riguarda il tema dei trasporti, crediamo utile sviluppare delle strategie di mobility management per i lavoratori dello stabilimento, così come per le merci in entrata ed in uscita.
Auspichiamo che vogliate strutturare dei piani per la mobilità sostenibile dei vostri dipendenti, attraverso la promozione dell’utilizzo del trasporto pubblico su ferro, o con lo studio di un
trasporto collettivo aziendale (possibilmente con navette
elettriche) prendendo a modello quello che già stanno facendo grandi gruppi presenti sul territorio come Unipol.
Vorremmo concordare con voi, la proposta di condividere i nostri quesiti con le istituzioni di controllo come AUSL e ARPAE, oltre che con le rappresentanze sindacali.
In attesa di un Vs cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.
Claudio Corticelli Nadia Bonora Giulio Kerschbaumer
Presidente del Circolo Segretaria Direttore Legambiente E.R.

venerdì 20 ottobre 2017


Una bella notizia: COSEA AMBIENTE S.P.A. (il Gestore dei rifiuti nei Comuni della montagna bolognese e pistoiese) ha un nuovo Statuto e un Piano di sviluppo e
consolidamento.
Il Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno accoglie con favore la notizia apparsa nei giorni scorsi sulla stampa locale su COSEA Ambiente S.p.A., società interamente pubblica che gestisce la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti per la montagna da Sambuca P. se a Marzabotto, in merito all’avvenuta approvazione di un nuovo Statuto e all’iter in corso per candidarsi, con un nuovo Piano Industriale, ad un rinnovo dell’affidamento “in house” per quindici anni.
La Società infatti si dimostra attenta all’Ambiente e da anni collabora con la nostra Associazione, mettendo a disposizione gratuitamente uomini, dotazioni e mezzi per la campagna annuale di “Puliamo il Mondo” con eccellenti risultati di raccolta e partecipazione di cittadini e volontari di associazioni ambientaliste.
Sono per noi diversi i motivi di soddisfazione.
Il primo è che un affidamento diretto ad una Società come COSEA Ambiente, partecipata al 100% da soli Comuni, rispetterebbe pienamente l’esito del referendum abrogativo del Giugno 2011 in merito alle “modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”, con il quale si è manifestata la volontà dal popolo italiano di mantenere in mano pubblica i servizi essenziali, tra questi, quello della gestione dei rifiuti, per l’evidente importanza che il presidio ambientale del territorio e l’esclusione dello scopo di lucro rivestono nella gestione di tale servizio.
Il secondo motivo di soddisfazione per la presentazione di un nuovo Piano Industriale da parte di COSEA Ambiente riguarda invece l’attenzione ed evidentemente l’impegno della Società a tutelare l’occupazione in montagna, in contro tendenza rispetto
all’evoluzione cui quotidianamente assistiamo: si tratterebbe infatti di circa cento risorse umane tra dipendenti ed esterni; facile immaginare quale riflesso potrebbe avere per i lavoratori e per le loro famiglie la perdita o anche solo il trasferimento altrove di questi posti di lavoro, non solo per i diretti interessati, ma anche per il presidio stesso di un territorio, quello montano, che già da anni soffre per l’impoverimento di tutti i servizi offerti: di trasporto, ospedalieri, giudiziari, postali, oltre che di una fortissima crisi occupazionale.
In ambito Costituzionale desideriamo infine riprendere il concetto di “sussidiarietà verticale ed orizzontale”; con il primo, viene messa in luce l’esigenza di uno spostamento delle competenze (o il mantenimento delle stesse) verso gli enti più prossimi al cittadino e quindi più vicini ai bisogni del territorio e con il secondo, la necessità di garantire che il singolo abitante, o tramite aggregazioni locali che rappresentano momenti o spazi della società, possa essere utile alle Istituzioni, collaborare con esse, nel definire quanto necessario alla realtà a lui più prossima, non solo in senso fisico (la propria Comunità/Bene Pubblico).
Il nostro Circolo di LEGAMBIENTE seguirà accuratamente questo processo e le proposte che COSEA Ambiente avanzerà nel nuovo Piano Industriale, sia in termini ambientali, in particolare augurandosi un forte impegno nell’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, sia in termini occupazionali, invitando i Comuni proprietari della Società a fare valutazioni accurate sul futuro del territorio in questione.